La tecnica Raku
" Il termine RAKU deriva dal nome Rikyiu: Maestro della Cerimonia del tè (cha-no-yu) vissuto in Giappone nel XVI secolo, che si avvalse dell'opera del ceramista Chojiro incaricato di produrre ciotole per la cerimonia.
Chojiro, per tale lavoro inventò, una nuova tecnica ceramica, diversa da
quelle in uso, che si tramanderà in Giappone fino ad oggi col nome RAKU.
[cfr. la scheda La storia del Raku dal Giappone all'occidente].
Negli anni '60 alcuni ceramisti americani cominciarono a sperimentare questa tecnica con numerose varianti e ben presto il RAKU si diffuse in tutto l'occidente ove ancora oggi è campo di ricerca per ottenere particolari effetti decorativi in svariate applicazioni ceramiche.
Il RAKU si pratica preferibilmente all'esterno ed è una tecnica
suggestiva e spettacolare che inizia con la decorazione dell'oggetto e
termina con la sua pulizia.
Le fasi essenziali di lavorazione sono:
1) decorazione dell'oggetto già cotto (biscotto) e successiva seconda
cottura rapida a 800°/1000;
2) «riduzione», ovvero rapido inserimento dell'oggetto (estratto
incandescente dal forno) in un contenitore metallico riempito con
segatura o altro combustibile e chiuso ermeticamente per creare
riduzione di ossigeno;
3) estrazione del manufatto dal contenitore di riduzione e
raffreddamento all'aria o in acqua.
Quasi tutte le operazioni descritte sono soggette, di volta in volta, a
variazioni decise rapidamente dal ceramista in fase operativa. "